lunedì 30 gennaio 2012

L’INGHILTERRA SE NE VA DALL'EUROPA


Visto dagli Inglesi

La Gran Bretagna ha finalmente ritrovato quella dignità di nazione  fiera ed orgogliosa, che per tanti anni l’Europa cieca ed egoista aveva avvilito scientemente.  I discendenti dei valorosi Pitti, che nemmeno le potenti Legioni di Roma erano riuscite a piegare, hanno dovuto subire a lungo la protervia teutonica  e le subdole astuzie latine, che insieme avevano sistematicamente costretto la loro nazione a sopportare regolamenti, lacci e laccioli sempre punitivi per la sua economia; spesso le autorità comunitarie, pur di punire l’Inghilterra, avevano perfidamente agito in maniera negativa anche per altre economie della cosiddetta Unione Europea.   Come poteva oggi questo nobile popolo, finora  tanto  perfidamente tartassato, continuare a subire, ad esempio, lo sfacciato revanscismo tedesco, soltanto qualche diecina d’anni dopo avere distrutto, nella 2° guerra mondiale, combattendo praticamente da solo, il folle tentativo nazista di sottomettere l’Europa intera?  Da Agincourt alla Battaglia d’Inghilterra, nel corso dei secoli, soltanto la nobile terra d’Albione, sempre generosamente disposta a sacrifici durissimi in difesa dell’integrità di tutti i Paesi europei fratelli, ha impedito con la forza che la Spagna prima, la Francia poi, e infine la Germania assoggettassero con la forza le genti di questo continente, rendendole schiave;  solo all’Inghilterra, non a caso patria dei Diritti dell’Uomo con la Magna Carta, esse devono la loro indipendenza e il loro benessere, e come la ripagano? Con la recente incredibile pretesa di costringerla in ulteriori, per essa letali,  capestri economici.
Ma nel vertice di Bruxelles del 9 dicembre il Premier Cameron finalmente ha tuonato: “No, ora basta!”.  I rappresentanti di Francia, Germania e Italia, che sono i capoccia promotori di questa ultima subdola manovra, sono rimasti allibiti;  Frau Merkel, il  Führer teutonico, è visibilmente impallidita, mentre Monti è stato sul punto di svenire, e Sarkozy è ammutolito per quasi dieci secondi.
Adesso  l’Europa è veramente sola, la  fittissima nebbia che si è formata sulla Manica l’ha isolata in misura ben più severa  di quanto rilevasse il Times ai primi del secolo scorso. Senza più il disinteressato e generoso  appoggio della Gran Bretagna essa non ha  avvenire, né speranze,e lo deve soltanto alla propria stupida e cieca improntitudine

Visto dagli Europei


Finalmente le nobili nazioni del vecchio continente si sono liberate di questo subdolo Stato, che con il suo cieco egoismo e la totale indifferenza nei riguardi degli interessi altrui,e delle altrui sofferenze ,era stata una pesante palla al piede nel cammino verso il benessere comune.  Non v’è alcun dubbio ormai che la cosiddetta  Gran Bretagna entrò nell’EU non per collaborare, ma al solo scopo di sabotarne le prospettive di felice  unione politica, oltre che economica.  La perfida Albione con la sua persistente e deleteria azione  aveva talmente bene ostacolato i generosi tentativi di stabilizzazione del benessere, che una grave crisi dell’Euro e della finanza internazionale divenne ad un certo punto inevitabile.
Se diamo uno sguardo alla storia dell’Inghilterra ci accorgiamo che essa è un lungo susseguirsi di interventi bellici sanguinosi, in gran parte atti a bloccare la pacifica associazione, in una unica grande nazione, dei popoli fratelli del vecchio continente.  Ci avevano provato, nel bene o nel male,  prima la Spagna, poi Napoleone, infine, ancorché con metodi moralmente inaccettabili, la Germania nazista, ma sempre questa piccola ma prepotente nazione si era opposta, e aveva vinto.
Ebbene, nell’ultimo vertice a Bruxelles,  il 9 dicembre scorso, lo sconsiderato primo Ministro David Cameron pretendeva ancora di imporre dictat, che avrebbero impedito un’azione decisamente indirizzata a mettere in sicurezza l’Euro e a rilanciare successivamente  quella  maggiore integrazione alla quale aspirano  i nostri popoli.
Decisiva è stata la Signora Merkel, la gentile Cancelliera tedesca, che come si sa è persona semplice emodesta, sempre disponibile a comprendere in toto  le necessità altrui, a favorirne i desideri e ad accoglierne le più insolite richieste, dopo una nottata intiera di estenuante discussione inutile e assurda con il reticente e dispettoso Premier inglese, finalmente,perduta la pur grande riserva di pazienza che possiede, a nome di tutti gli altri, esclamava:”Ora basta, la misura è colma, la Gran Bretagna  non ragiona, quindi si accomodi.”
Cameron è impallidito, il suo viso è diventato bianco come il culo di un tedesco (chiedo scusa a Frau Angela e agli amici germanici, si fa per dire…), e non è caduto a terra svenuto solo per il pronto intervento del caritatevole rappresentante della Croazia, da poco accettata con entusiasmo nell’EU.
Era fatta, l’Inghilterra è finalmente “out”. Ora è sola, quelli che erano i ricchi padroni di un vastissimo Impero si rassegnino a diventare in breve tempo tutti poverissimi, e questo soltanto a causa della stupida e cieca politica distruttiva dei loro governanti.

mercoledì 18 gennaio 2012

NEVE CHIMICA A MILANO


Era un tempo genuina,
scendéa limpida e gradita,
neve d’acqua cristallina,
ineffabile e squisita.

Nella vecchia mia pianura
scende ancora, bianca e lieve,
ma ne devi aver paura,
è veleno, non è neve.

Di ioduri, cadmio e Cu
sono i fiocchi d’oggidì
che si accumulan quaggiù,
zolfo, piombo ed Hg..

Ce n’è ancor di neve vera?
Sì, ma è quella di montagna;
pria che giunga primavera
scenderà anche in campagna?


domenica 15 gennaio 2012

LA LEGA E I CONTRIBUTI ELETTORALI


Nella Lega non c’è pace,
Calderoli è incavolato,
se sul caso Bossi tace,
pur Maroni s’è arrabbiato.

Ha il Belsito tesoriere
Manovrato i contributi,
 con insolito mestiere,
dallo Stato ricevuti.

Ma non son le  giuste azioni
“La Padania” per salvare,
né aiutare le sezioni
i lor debiti a pagare,


il malloppo è collocato
in Tanzania ed in Norvegia,
così Lega ha speculato,
e dei BOT chi se ne frega.

Dell’Italia non  ci importa-
dice il furbo meneghino-
Vale sol la nostra sporta,
è la forza del destino.

Il tesor così tradotto
ci conferma il gran successo
anche al Nord del vecchio motto
“Paisà, cà nisciùno è fesso !”