lunedì 23 aprile 2012

DISCARICA NAPOLETANA



mercoledì 18 aprile 2012

LE BELLE BARE IN FIERA A BOLOGNA


Chi non ha visitato il Tanexpo in Bologna-Fiera ha perduto una irripetibile occasione di godersi uno scintillio di vernici e di colori, in tante splendide variazioni di allestimento di uno stesso modello fondamentale, la bara, e tanta creatività in sì limitato spazio di immagine concettuale.
Bologna, da tempo capitale mortuaria d’Europa  “honoris causa”  per essere riuscita mirabilmente a “defungere” nel tempo quelle capacità  didattiche, artistiche, scientifiche e innovative nelle quali era  “Alma Magistra” indiscussa solo mezzo millennio fa,  ha dato ancora prova della sua potenzialità nel settore mortuario, allestendo questa spettacolare mostra di casse da morto, pardon, di “cofani”, carri funebri e accessori.
Si sono ammirate urne cinerarie biodegradabili o da appendere in salotto, preziosi copriloculo con Madonne, Croci e Cristi marmorizzati per clienti ricchi e molto religiosi, o lisci per laici e/o   anticlericali viscerali, cofani in legno italiano pregiato, ma anche bare cinesi fatte con le cassette della frutta a soli 200 euro. Insomma, c’era roba per tutti i gusti e le possibilità economiche, alla faccia della crisi economica.
Apprezzatissimi i gadget: chiavette ubs in legno o metallo , come pure portachiavi e portamatite, tutte   a forma di  bara.
A rendere vieppiù gradevole la manifestazione è intervenuta una simpatica delegazione augurale dei vicini paesi di Crevalcore e Camposanto, in rigoroso abito scuro da cerimonia. La visita è stata particolarmente apprezzata dal folto pubblico.
A questo punto l’auspicio è che, sull’esempio delle “Funeral Homes”americane , si realizzino presto anche qui in Italia simili simpatiche strutture dove parenti e amici possano riunirsi insieme con il defunto, accomodato nel cofano semiaperto, a discutere sul futuro oltretomba del “de cuius”, se religiosi, oppure a raccontare amabilmente aneddoti curiosi su di lui, se non credenti o misti, sorseggiando un buon bicchiere di lambrusco o di “Elisir del Becchino” (vedi foto) mentre si sgranocchiano lietamente  le “Fave dei morti”, gustosi dolcetti  tipici della zona,  

venerdì 6 aprile 2012

LA SICCITA’ E IL CARDINALE




Nel centro-nord Italia è in atto una gravissima siccità, in alcune zone non piove veramente da 9-10 mesi; in Toscana il 60% dei raccolti è ormai compromesso e anche in quell’angolo dell’Emilia-Romagna, dove in febbraio scese tanta neve,  la situazione non è diversa,  perché subito dopo la nevicata l’improvviso e  persistente sole caldo fece sublimare all’80-90% la bianca visitatrice e nel terreno rimase ben poco.
Ma ora per fortuna la crisi è in via di rapida soluzione, grazie al provvidenziale intervento, ai primi di aprile, di S.E. il Cardinale Giuseppe Beton, arcivescovo di Firenze, che ha invitato a pregare per la pioggia, mentre lui organizza speciali messe e cerimonie appropriate, al fine  di convincere il Padre Onnipotente, Creatore del cielo e della terra, ad occuparsi della parte settentrionale del nostro Paese, spostando nelle nostre sfortunate zone qualche bassa pressione, anche modesta, ad es. dalla zona dei monsoni, dove acqua ne scende fin troppa, Per lui naturalmente è  cosa da nulla.
Certo non è che il Signore sia distratto o poco sensibile, il fatto è che deve occuparsi di almeno 100 miliardi di miliardi di stelle e relativi pianeti, da Lui creati , soltanto in questo universo (secondo alcuni astrofisici ce ne sarebbero infiniti altri); si pensi che se un megacalcolatore fosse in grado di contare 1000 stelle al secondo, in tre secondi conterebbe quelle visibili, e impiegherebbe ben tre miliardi di anni per contare tutte le altre. Insomma ci son molte più stelle nell’universo che granelli di sabbia in  tutte la spiagge del mondo. Quindi il Padreterno è piuttosto impegnato, si capisce..
L’intervento del Cardinale per favorire piogge abbondanti, si basa su un collaudato metodo scientifico ben conosciuto da illuminati stregoni e sciamani di ogni parte della terra e proficuamente utilizzato da millenni..
Certo non funziona sempre, purtroppo, e ne seppero qualcosa gli antichi Maya e gli Anasazi, obbligati  ad abbandonare le loro terre arse dal sole, e anche gli antichi abitanti del verdissimo Sahara, costretti a trasferirsi alla foce del Nilo , dove in seguito realizzarono la grande civiltà Egizia, a causa della gravissima siccità nella loro terra d’origine, siccità  che perdura tuttora. E’ evidente che quegli antichi sacerdoti  sbagliarono divinità oppure riti e cerimonie, vai a sapere…
Ma il nostro Cardinale mette a profitto l’antica esperienza e saggezza della Chiesa,e non può certamente  sbagliare. Vedrete, la pioggia scenderà fresca e abbondante quanto prima.
E’ augurabile che l’ONU si occupi finalmente delle zone aride del pianeta e convochi i Vescovi e i Cardinali più generosi,allo scopo di porre termine alla situazione e trasformare finalmente i grandi di deserti in rigogliose foreste. E’ la grande proposta del XXI secolo.

domenica 1 aprile 2012

29 MARZO. EI FU.



Ei fu. Siccome immobile
tristezza sol concede
il TG 4 mùtilo,
e al grave nunzio sta
orba del grande Fede,

muto pensando all’ultima
gaffe dell’uom fatale.
Né sa quando una simile
orma di piè mortale
la sua insipiente polvere
a calpestar verrà.

“Sciupone l’Africano”
fu detto con malizia,
poi “ammogliato speciale”.
La Tele si ebbe in premio
chè, primo, avéa scoperto
del grande Silvio il Genio.

Da Segrate a Milano,
da Arcore a Sardegna
servir sempre il padrone
l’Emilio non disdegna.

Lo accusano in Isvizzera
aver portato soldi,
Ma come, è la difesa,
avéa pianto in diretta
perché alle donne è cara
la borsa della spesa…..

Fu squallido giullare?
Ai posteri l’ardua sentenza, nui
chiniam la fronte al Grande
Berlusconi che volle in lui
del creator suo spirito
più vasta orma stampar.