venerdì 6 aprile 2012

LA SICCITA’ E IL CARDINALE




Nel centro-nord Italia è in atto una gravissima siccità, in alcune zone non piove veramente da 9-10 mesi; in Toscana il 60% dei raccolti è ormai compromesso e anche in quell’angolo dell’Emilia-Romagna, dove in febbraio scese tanta neve,  la situazione non è diversa,  perché subito dopo la nevicata l’improvviso e  persistente sole caldo fece sublimare all’80-90% la bianca visitatrice e nel terreno rimase ben poco.
Ma ora per fortuna la crisi è in via di rapida soluzione, grazie al provvidenziale intervento, ai primi di aprile, di S.E. il Cardinale Giuseppe Beton, arcivescovo di Firenze, che ha invitato a pregare per la pioggia, mentre lui organizza speciali messe e cerimonie appropriate, al fine  di convincere il Padre Onnipotente, Creatore del cielo e della terra, ad occuparsi della parte settentrionale del nostro Paese, spostando nelle nostre sfortunate zone qualche bassa pressione, anche modesta, ad es. dalla zona dei monsoni, dove acqua ne scende fin troppa, Per lui naturalmente è  cosa da nulla.
Certo non è che il Signore sia distratto o poco sensibile, il fatto è che deve occuparsi di almeno 100 miliardi di miliardi di stelle e relativi pianeti, da Lui creati , soltanto in questo universo (secondo alcuni astrofisici ce ne sarebbero infiniti altri); si pensi che se un megacalcolatore fosse in grado di contare 1000 stelle al secondo, in tre secondi conterebbe quelle visibili, e impiegherebbe ben tre miliardi di anni per contare tutte le altre. Insomma ci son molte più stelle nell’universo che granelli di sabbia in  tutte la spiagge del mondo. Quindi il Padreterno è piuttosto impegnato, si capisce..
L’intervento del Cardinale per favorire piogge abbondanti, si basa su un collaudato metodo scientifico ben conosciuto da illuminati stregoni e sciamani di ogni parte della terra e proficuamente utilizzato da millenni..
Certo non funziona sempre, purtroppo, e ne seppero qualcosa gli antichi Maya e gli Anasazi, obbligati  ad abbandonare le loro terre arse dal sole, e anche gli antichi abitanti del verdissimo Sahara, costretti a trasferirsi alla foce del Nilo , dove in seguito realizzarono la grande civiltà Egizia, a causa della gravissima siccità nella loro terra d’origine, siccità  che perdura tuttora. E’ evidente che quegli antichi sacerdoti  sbagliarono divinità oppure riti e cerimonie, vai a sapere…
Ma il nostro Cardinale mette a profitto l’antica esperienza e saggezza della Chiesa,e non può certamente  sbagliare. Vedrete, la pioggia scenderà fresca e abbondante quanto prima.
E’ augurabile che l’ONU si occupi finalmente delle zone aride del pianeta e convochi i Vescovi e i Cardinali più generosi,allo scopo di porre termine alla situazione e trasformare finalmente i grandi di deserti in rigogliose foreste. E’ la grande proposta del XXI secolo.

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