lunedì 26 dicembre 2011

SENSAZIONALE: LA BEFANA E’ FASCISTA !



Uno scoop eccezionale della direzione del partito patriottico Nord Atesino, la Südtiroler Freiheit, ha portato alla conoscenza della pubblica opinione una realtà insospettabile: la Befana è fascista!
La signora Eva Klotz, fondatrice e presidente del partito, ha immediatamente preso posizione, invitando il comune di Bressanone , anzi di Brixen, a boicottare la festa della ex democratica Befana.
Le indagini della magistratura, accurate e prolungate nel tempo,hanno accertato che la furba e maligna vecchietta era da tempo gravemente collusa con pericolosi centri reazionari neo-vetero-nazifascisti.
Sono state le ininterrotte intercettazioni telefoniche , pare più di mezzo milione solo negli ultimi due anni, ad aver rivelato, senza dubbio alcuno, le strette relazioni ambigue e malavitose intrattenute dalla suddetta Befana, che usava spesso la ramazza per i suoi rapidi spostamenti aerei notturni.
La diabolica vecchia, sotto la copertura di buona dispensatrice di regali ai bambini, si impegnava in realtà nel tentativo di sovvertire l’ordine istituzionale democratico della Stato, cercando di realizzare una pericolosa rete insurrezionalista di estrema ultradestra.  Dalle intercettazioni, informano attendibili fonti, sembra inoltre accertata la collusione di detta Befana anche con ambienti industriali marci e corrotti; avrebbe addirittura preteso, mediante l’arma del ricatto, un’ingente somma per dichiarare il falso in uno dei prossimi consueti processi a Silvio Berlusconi.
 Purtroppo il fatto più inquietante è che anche Santa Klaus e Babbo Natale, nonché S. Nicola, sarebbero seriamente coinvolti nell’inchiesta, essendo sospettati di coinvolgimento nel micidiale complotto. Per il momento non ci sarebbero prove a carico di Gesù Bambino, ma le indagini procedono alacremente.
 Seguiremo con attenzione gli  sviluppi futuri dell’oscura vicenda






domenica 18 dicembre 2011

LA ONOREVOLE EMANUELA COMMUOVE E LANCIA UNA MODA


Ha destato generale, profonda, sensazione il recente, toccante intervento della deputata leghista Emanuela Munerato, da essa pronunciato nella divisa da brava operaia che indossava regolarmente, al lavoro, prima del mandato parlamentare.  Il punto più emozionante del suo commosso discorso, e in quel momento persino il solitamente granitico Presidente Monti , detto familiarmente Faccia di Pietra, non ha saputo trattenere una lacrima di commozione, si è avuto quando questa nobile rappresentante del popolo ha richiesto al governo decisi interventi a favore del trasporto pubblico urbano, dimostrando apertamente la propria profonda vergogna per aver votato, tre mesi fa, costrettavi dalla protervia dell’allora bieco governo Berluskaz, la diminuzione dell’80% del contributo statale agli autobus, tanto da costringere le regioni che gestiscono i servizi a restituire le deleghe.  Sono apparsi tanto genuini sia il suo rammarico, sia la disistima per la poco “onorevole” attività attuale, e tanto evidente la nostalgia per quella antica, che, al termine di questa disgustosa legislatura, ella, ne siamo certi, rifiuterà qualsiasi relativa indennità post parlamentare  o pensione che sia.
Noi non possiamo fare altro per lei che auspicare di cuore che essa possa ritornare al più presto a quella condizione di onesta e dignitosa operaia, per la quale nutre tanto commovente ricordo.
La luminosa, cromatica, performance della leghista ha lanciato un nuovo look, che contiamo si imponga sin dalla prossima legislatura: ogni deputato  indosserà gli abiti  che più sono confacenti alla propria sensibilità, cultura, e passato.  Potremo vedere così Bersani in vestagliona e Kolbak da saggio mugiko, rigorosamente modello post soviet, indi D’Alema con costume lupo di mare anni ‘800, con benda sull’occhio sinistro, meglio non guardare da quella parte; indi Di Pietro vestito da sanculotto esagitato, con coccarda e pistolone  francese 1789, Casini brillante chierichetto con sottanona tutta  pizzi e merletti, con in mano spegnimoccoli anti-contrapposizione parlamentare, Belusconi con costume doubleface, davanti  Babbo Natale pio e generoso, e dietro  furbo satiro con tanto di cornetti paraescort.  Vendola sarà vestito da umile  fraticello, con falce e martello dipinti in rosso sulla schiena, mentre Bossi porterà armatura e spada “Carrocciane”, le stesse che i fieri pirla  milanesi, nel 1176,  indossavano a Legnano  in difesa (?!) di Roma ladrona, contro il tentativo di unificare l’Italia e contro  la EU di allora, la Bindi sarà vestita da piccola fiammiferaia, come si conviene al suo carattere pio, sempre dolce  e remissivo, mentre Veltroni, mancato regista purtroppo, vestirà mantello, sciarpona e cappellaccio alla Fellini. Infine Prodi, ovviamente vestito da Padreterno, barba lunga, camicione bianco e triangolo equilatero in testa.
Naturalmente tante belle escort appariranno in brillanti costumi da cortigiana del’500-‘700, che contrasteranno cromaticamente , ma piacevolmente , con le vesti severe dei sempre numerosi, autorevoli, uomini d’onore scurovestiti, con la coppola regolamentale sulla fronte.
Da allora l’aula di Montecitorio non sarà mai più “sorda e grigia”, ma vace, multicolore, come si addice alla italica sensibilità e creatività. 

giovedì 15 dicembre 2011

IL CALCIO, DURISSIMO, EROICO MESTIRERE


Osservando questa foto,  qualche sprovveduto avrà forse il coraggio di irridere a codesti giovani sportivi, accusandoli ignobilmente di  essere illetterati e /o analfabeti totali.
Vogliamo renderci conto che questi forzati del cosiddetto calcio, agli ordini di allenatori disumani, sono sottoposti a massacranti e debilitanti allenamenti, che impegnano il fisico e il cervello per decine di ore al giorno, lasciando loro infine soltanto il tempo di farsi una doccia e di trascinarsi stanchissimi in discoteca alla ricerca di qualche minuto di riposo?  Come possono questi disgraziati trovare il tempo per impegnative o leziose letture?
Dovremmo pure considerare che essi sono individui molto coraggiosi, certamente consci che il loro durissimo e difficile mestiere, imparato in anni e anni di severa applicazione, li condanna purtroppo a un penoso regresso mentale alla prima fanciullezza, come è regolarmente dimostrato, sul campo di gioco, dagli  improvvisi e irrefrenabili atteggiamenti infantili, come succhiarsi il pollice della mano o cullare un inesistente bambino in fasce, e altre dolorose consimili posture.
Si abbia almeno la lealtà di riconoscere che la fatica mostruosa e lo stress non impediscono loro di avere, nel gioco severo, un contegno sempre civile, corretto e rispettoso nei confronti degli avversari e del cosiddetto arbitro, in realtà un abituale, psicopatico, persecutore.
Per colmo di cattiveria, da taluni irresponsabili si vorrebbe che questi sventurati pagassero addirittura le tasse, con il pretesto che in serie A e B guadagnano qualche cosina in più degli operai in cassa integrazione, così come le paga qualsiasi tranquillo cittadino, che però si gode beatamente il proprio benessere, senza alcun sacrificio. Che vergogna!
Lo Stato ha il dovere di proteggere  codesti volontari dell’estrema fatica, che dedicano umilmente la vita al divertimento del popolo.

martedì 13 dicembre 2011

L’ULTIMA CARTA DI CASINI


L’ex bel giovane ruspante della politica è ormai quasi arrivato in “ zona Cesarini”. “Irreparabile tempus fugit” scrisse il poeta, ed è purtroppo vero, il tempo non risparmia nessuno, nemmeno quelli che fino a qualche giorno fa erano le giovani promesse dell’alta politica. Ora essi purtroppo sono inevitabilmente incanutiti e con la voce chioccia.
 Erano giunti, grazie all’impegno costante, al duro lavoro,  e alla abnegazione dei loro fedelissimi supporters, a un passo dal Grande Potere, e non riescono a darsi pace e a perdonarsi di  non essere riusciti a conquistare l’ultimo gradino,quel Trono al quale si erano tanto avvicinati.
In questa deprimente situazione si trovano, insieme con Casini, parecchi  altri ex giovani scalcianti, da Veltroni a Fini, da Maroni a Rutelli, a Formigoni, ecc, ,  tutti  ormai quasi vegliardi.
Ma ecco,all’improvviso,  con il Governo Monti e la mutata situazione politica, la inaspettata possibilità di  sparigliare le carte, Casini coglie la palla al balzo , entusiasmato da questa inaspettata prospettiva, ed  estrae l’ultimo asso dalla manica:
“Mai più nei pollai televisivi , è ora di finirla con i battibecchi infantili, il continuo urlarsi contro, il costante chiacchiericcio da pollaio, messi in scena per dimostrare che i politici sono tutti uguali. Queste trasmissioni sono costruite per delegittimare la politica”.
L’ex Presidente della Camera  poverino ha ragione, ma noi non possiamo fare a meno di chiederci come mai non se ne è accorto prima, quando frequentava assiduamente i salotti chiassosi dei quali ora si lamenta.
 Mah, sta di fatto che noi siamo preoccupati da questa minacciata rinuncia, soprattutto se fosse seguita da altre, perché senza la presenza di questi navigati Attori della Commedia dell’Arte politica, così abili nel trarre divertenti quanto corposi e litigiosi diverbi  dal Nulla Assoluto, a quale livello di noia si ridurranno i prossimi “chiacchierai”?


domenica 11 dicembre 2011

MADRE CHIESA E LE TASSE


In considerazione della grave crisi economica e finanziaria che stiamo vivendo, alcuni strampalati individui hanno avuto la sfacciataggine di chiedere anche a Madre Chiesa, presentata incredibilmente come cosa ben distinta da Cristo e dal suo insegnamento, di pagare le tasse, visto che, dicono queste malelingue, essa riscuote dallo Stato l’8 per mille e in più circa il 90% delle quote destinate in percentuale a tutte le organizzazioni religiose dai bravi contribuenti che lasciano in bianco la casella dell’8 per mille nella dichiarazione dei redditi; inoltre, insinuano sempre questi miserabili nemici della fede, la Chiesa riscuoterebbe affitti di centinaia di immobili senza pagare tasse, dovute  almeno per quelli adibiti ad attività  commerciali, e poi, continuano i maligni, ci sono i profitti nelle cospicue attività di finanza internazionale, più gli stipendi, per un totale di circa un miliardo di euro, agli insegnanti dell’ora di religione (“Un vecchio relitto concordatario, che sarebbe da abolire” asserisce lo scrittore cosiddetto cattolico Vittorio Messori).  Soltanto il 5-10% di queste colossali cifre affermano infine questi prezzolati seminatori di discordia e menzogna, andrebbe in interventi di carità in Italia e all’Estero.
Ma si rendono conto questi ingrati seguaci delle varie cricche liberal-social-radical- pluto -giudaico- massoniche, e financo vetero comuniste, di quel che fa per noi, in assoluto disinteresse, la Chiesa, giorno dopo giorno?
Con le  preghiere e le azioni Essa si prodiga, senza risparmio di energie, per salvare a noi il bene di gran lunga più prezioso, più della salute, del benessere, degli affetti terreni:  l’anima nostra.
Inoltre come credono costoro che possano accadere in Italia tanti meravigliosi prodigi, portatori di bene, come il Miracolo di S.Gennaro e le numerose Sante Immagini della Madonna che piangono sangue, oltretutto maschile, se non fosse per l’assidua intercessione presso lo Spirito Santo, le numerosissime Madonne Vergini di ogni nazionalità e colore, Gesù Bambino, la migliaia di Santi tutti, gli Arcangeli e gli Angeli del Paradiso nemici del Maligno, effettuata dalla generosa Madre Chiesa, Pietra fondamentale della nostra Grande Religione monoteista?
Uomini perduti alla fede e alla verità, vergognatevi e fate ammenda.
Sic sempre sit. Amen

mercoledì 7 dicembre 2011

LA COMMEDIA ….DELLA CRISI.


Nel mezzo del cammin di nostra sfiga
precipitammo in una crisi oscura,
chè  i conti eran finiti fuori riga.

Ah quanto a dir qual’era è cosa dura
quella crisi profonda ed aspra e forte
che nel pensier rinnova la paura!

Tanto le cose s’eran messe storte
che per trattar di come ci trovammo
dirò di certe ombre ch’io v’ho scorte.

Io non so ben ridir come v’entrammo,
s’era tanto lo Stato indebitato
che la corretta  via abbandonammo.

Là  Berluscon  recrimina arrabbiato
agli infedeli Fini e compagnia,
anche Tremonti non s’era ben portato,

fu d’obbligo lasciar la Signoria.
Ecco Bersani pago finalmente,
chè il Cavalier dovette andare via.

C’è  il Bossi del quasto indifferente,
come il Maroni grida:” Io son Padano!”,
e dell’Italia non gli frega niente.

Ma il giorno del guarir non è lontano,
chè a render più tranquilla la sua gente,
ecco, interviene il Gran Napolitano,

che nomina di corsa Presidente
il Monti, Commissario poco prima,
famoso per l’ampiezza della mente.

Casini alla manovra sua s’inchina,
i Cardinali pur son sollevati,
ed il Bersani: “E’ dura…!”, ma ne ha stima.

Ora son tutti lieti ed acquietati?
No, è combattuto il vecchio Cavaliere:
“Al Monti i voti non furono mai dati!”

Diviso è il Parlamento sul parere,
Bossi assicura ferma opposizione,
Vendola e il Tonio mostrano il sedere.

Ma il popolo ha una morbida reazione,
par dar  fiducia al Gran Riformatore:
“Monti sa qual è la giusta azione,

sarà di Italia nostra il salvatore,
mai più quella finanza in male arnese,
sol  così noi potrem senza timore

far debiti nuovi e  nuove spese….”

martedì 6 dicembre 2011

NAPOLITANO

Visto da destra

E’ di questi giorni il riconoscimento internazionale della grandezza di questo uomo politico, da sempre attestato lealmente sulle linee della destra liberale, e nemico del comunismo egemone, assolutista, areligioso  e antidemocratico.  Il curriculum sociale e democratico di Napoletano è un esempio di coerenza coraggiosa e senza riserve nella battaglia contro ogni sorta di estremismo delle sinistre.
E’ nella nostra commossa e ammirata memoria, l’opera sua di riorganizzazione in senso combattivo del GUF, ossia dei Gruppi Universitari Fascisti, della città di Napoli, e, sempre negli anni ’40 del secolo scorso, di motore propulsivo del settimanale democratico di destra “IX Maggio”, che tanto meritò dagli italiani nella lotta assidua contro il pensiero e la subdola azione delle cricche pluto-anarco-giudaico-massonico-marxiste.
Forse non tutti sanno che, ancora in piena seconda guerra mondiale, accettò coraggiosamente di infiltrarsi come agente provocatore  nelle file del PCI, allora in clandestinità, con grave rischio della propria vita data la ben conosciuta ferocia delle squadracce di quel partito. In questa posizione pericolosa collaborò nascostamente e continuativamente con le forze sane del paese, contribuendo in maniera determinante a scompaginare e indebolire il partito di Togliatti, che difatti, soprattutto per merito suo, nel dopoguerra  perdette le importantissime elezioni del 1948;  continuò poi la sua astuta azione di finta collaborazione, raggiungendo infine una posizione di rilievo e prestigio nel PCI.  Fu fiero oppositore di Enrico Berlinguer, segretario del partito, del quale capì subito la pericolosità per la democrazia, e con il quale ebbe scontri violenti che rasentarono addirittura l’aspetto fisico; rimane famoso un suo severo  intervento, nell’estate 1981, contro il segretario generale, che mise in gravissime difficoltà il partito.
 Merita di essere citato il suo grave messaggio contro l’invasione sovietica dell’Afghanistan e, ancora negli anni ’70, la famosa, inaspettata  dichiarazione sull’intervento dell’URSS in Ungheria nel 1956:
” L’arrivo cosiddetto fraterno, dei carri armati sovietici in Ungheria fu una brutale, sanguinosa invasione dei barbari cosacchi comunisti  contro un popolo che aveva finalmente realizzato, con Imre  Nagy. un’autentica democrazia liberale. Il fatto  mise in gravissimo pericolo la pace mondiale.”
Questo è Giorgio Napoletano, un uomo che la Chiesa Cattolica riconoscente definì il “Presidente della Provvidenza”, un uomo coraggioso, probo e onesto, un uomo della destra italiana.
La Presidenza della Repubblica premiò giustamente questo valido combattente della libertà e della democrazia anticomunista.

Visto da sinistra

Finalmente anche la stampa internazionale, come il New York Times, riconosce la grandezza intellettuale e morale di questo gigante della Sinistra, l’abile timoniere della politica italiana, ora in veloce e sicura navigazione verso la democrazia socialista e popolare.
Il fiero e indefesso oppositore di Berlusconi, che ha combattuto con coraggio il bieco potere imperial-industrial-clerico-piduista, determinandone infine la sconfitta, nello spirito e nell’azione è sempre colui che negli anni ’40, durante la Grande Guerra di Liberazione Nazionale, affrontò i nazifascisti a Napoli in sanguinose battaglie e passò di vittoria in vittoria, particolarmente in occasione delle gloriose quattro giornate di rivolta armata contro le dodici o quindici divisioni  corazzate tedesche. E’ così, per una sua   iniziativa personale, seguita subito con entusiasmo da tanti patrioti democratici,  che nacque la Resistenza, che si diffuse poi in tutto il restante territorio italiano. In quel periodo compì a Napoli altre arditissime imprese rimaste memorabili, come la conquista, con un piccola squadra di valorosi compagni, del covo della rivista fascista “IX Maggio”, difeso da una intera brigata di Camicie Nere ed SS armati fino ai denti  che, circondati,  se la diedero a gambe lasciando morti e feriti.   Il giorno dopo la battaglia, in una città ancora presidiata dai feroci germanici, ebbe lo sfacciato coraggio di far uscire le prime stampe della sua famosa collana di scritti e pensieri di Karl Marx.
Riordinato poi adeguatamente il Partito Comunista e dato ad esso impronta, fini ed obiettivi, ancor oggi oggetto di studi, cedette volontariamente la suprema guida del Partito a un altro Compagno, il Migliore, Palmiro Togliatti, appena giunto dalla Unione Sovietica, dove aveva combattuto e sconfitto il Terzo Reich.
In seguito, nel 1956, interpretando il pensiero di tutto il popolo italiano,approvò senza riserve il fraterno e coraggioso intervento  dell’Armata Sovietica in Ungheria, reso necessario, come scrisse testualmente l’Unità, a causa dell’assalto allo Stato di “Spregevoli provocatori e teppisti”, dichiarando:”L’intervento sovietico non solo ha contribuito a impedire che l’Ungheria cadesse nel caos e nella controrivoluzione, ma ha salvato la pace nel mondo”. Prole sante di democrazia e di pace.
Non è necessario dilungarsi sui meriti e sulla statura di questi uomo straordinario, protagonista anche di questo importante periodo storico del nostro Paese.