Il ministro Moavero, preoccupato per le ironiche risatine ricevute a proposito del suo rifiuto di ospitare nel suo ufficio la scrivania del “Duce”, a causa, disse, del proprio fiero antifascismo,(vedi “Scarabeo malizioso” di qualche giorno fa), ha perentoriamente rettificato: “Si tratta soltanto di recuperare spazio.” Questa dichiarazione, lasciatemi dire con soddisfazione, ci tranquillizza, perché conferma la volontà del governo Monti di tener fede al proposito di riformare e risparmiare, anche in prima persona; infatti recuperare spazio significa riqualificare gli ambienti e risparmiare tanti preziosi metri non solo quadrati, ma anche cubi.
Cosicché si è reso necessario sistemare i ministri nelle stanzette o piccoli vestiboli presenti nei vari Gabinetti, mentre gli ampi ex uffici, sale e saloni d’ora in poi saranno attrezzati e valorizzati allo scopo di servire le necessità del popolo in difficoltà, quindi serviranno, ad esempio come aule scolastiche supplenti, sostitutive delle scuole via via crollate in seguito a consueto dissesto geoidrologico e/o a mal-costruzione a scopo di lucro, oppure saranno adibite a ricovero degli sfollati per gli stessi motivi o a dormitorio per gli immigrati poveri, ecc.
Allo sfortunato ministro Moavero è forse toccato in sorte per ufficio un piccolo locale forse nello scantinato, dove era stata evidentemente riposta in pensione la scrivania di Mussolini, che però adesso è ingombrante; perciò, a causa dello spazio ristretto, il ministro si deve contentare di uno sgabello e di un tavolino a tre gambe,così fatto per evitare che traballi e rovesci qualche piccolo oggetto del limitato arredo.
In conclusione,come dicono i veneti “peggio il tacon del buso” , ovvero la toppa è peggio del buco, con buona grazia del ministro.
Alla fine dell’ironia poi, quel che importa veramente è che Moavero sappia muoversi con saggezza e decisione nelle cose “veramente” importanti, da uomo colto e valido quale certamente è. Una “scivolata” può capitare a tutti…
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