mercoledì 18 aprile 2012

LE BELLE BARE IN FIERA A BOLOGNA


Chi non ha visitato il Tanexpo in Bologna-Fiera ha perduto una irripetibile occasione di godersi uno scintillio di vernici e di colori, in tante splendide variazioni di allestimento di uno stesso modello fondamentale, la bara, e tanta creatività in sì limitato spazio di immagine concettuale.
Bologna, da tempo capitale mortuaria d’Europa  “honoris causa”  per essere riuscita mirabilmente a “defungere” nel tempo quelle capacità  didattiche, artistiche, scientifiche e innovative nelle quali era  “Alma Magistra” indiscussa solo mezzo millennio fa,  ha dato ancora prova della sua potenzialità nel settore mortuario, allestendo questa spettacolare mostra di casse da morto, pardon, di “cofani”, carri funebri e accessori.
Si sono ammirate urne cinerarie biodegradabili o da appendere in salotto, preziosi copriloculo con Madonne, Croci e Cristi marmorizzati per clienti ricchi e molto religiosi, o lisci per laici e/o   anticlericali viscerali, cofani in legno italiano pregiato, ma anche bare cinesi fatte con le cassette della frutta a soli 200 euro. Insomma, c’era roba per tutti i gusti e le possibilità economiche, alla faccia della crisi economica.
Apprezzatissimi i gadget: chiavette ubs in legno o metallo , come pure portachiavi e portamatite, tutte   a forma di  bara.
A rendere vieppiù gradevole la manifestazione è intervenuta una simpatica delegazione augurale dei vicini paesi di Crevalcore e Camposanto, in rigoroso abito scuro da cerimonia. La visita è stata particolarmente apprezzata dal folto pubblico.
A questo punto l’auspicio è che, sull’esempio delle “Funeral Homes”americane , si realizzino presto anche qui in Italia simili simpatiche strutture dove parenti e amici possano riunirsi insieme con il defunto, accomodato nel cofano semiaperto, a discutere sul futuro oltretomba del “de cuius”, se religiosi, oppure a raccontare amabilmente aneddoti curiosi su di lui, se non credenti o misti, sorseggiando un buon bicchiere di lambrusco o di “Elisir del Becchino” (vedi foto) mentre si sgranocchiano lietamente  le “Fave dei morti”, gustosi dolcetti  tipici della zona,  

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