Tanto gentile e tanto schietto pare
il Prodi nostro quand’egli altrui saluta
ch’ogne lingua devén tremando muta,
e gli occhi non l’ardiscon di guardare.
Egli si va, sentendosi laudare,
benignamente d’umiltà vestuto;
e par che sia alieno qua venuto
da cielo in terra a miracol mostrare.
Mostrasi sì piacevol a chi ha pazienza
E a chi l’ode dà viva contentezza
Che intender non la può chi non la prova,
e par che de la sua labbia si mova
uno spirto di cultura e di saggezza
che va dicendo: “All’anima…, che scienza!”
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