BOSSI: Che c’importa dell’Italia? Noi non siamo fessi, a noi interessano i voti, e che diamine!
BERSANI: La situazione del Paese è gravissima, d’accordo, ma in fondo, se vogliamo, l’unica questione veramente, veeramente, importante, è che Berlusconi se ne vada a casa!
CASINI: Se mi promettono solennemente il Quirinale darò una mano. Altrimenti ciccia.
FINI: Questo disastro non è male, mi riporterà a galla.
VENDOLA: Perché preoccuparsi della catastrofe italiana? Sappiate che La prossima, splendida , novella narrazione storica popolare mi vedrà Premier!
BERLUSCONI: Non datevi pena, il probabile fallimento dell’Italia è soltanto propaganda disfattista. E poi ci sono sempre io. Sempre.
DI PIETRO: Ma che c’azzecca la rovina del Paese con noi??
DRAGHI: Fiiuuuu…! Sono salvo per un pelo….A Bruxelles si sta benissimo: hic manebimus optime!
CHIESA DI ROMA: Poverina l’Italia… Ma la cosa importante è che noi si continui a riscuotere l’8 per mille. Almeno quello. Per i poveri.
PRODI: Il tracollo economico? Mi dovranno richiamare. Per forza. Sarò il De Grulle italiano, il Grande Risanatore.
D’ALEMA: Il crollo dell’economia non mi riguarda. Mi misero fuori, ora che si arrangino!
PdL: Non abbiamo ancora deciso se la crisi è drammatica o no. Manderemo una lettera d’intenti appena troveremo un accordo.
TREMONTI: La catastrofe economica? Naturalmente lo avevo previsto, ci ho anche lavorato. Ora sono cavoli per Silvio.
NAPOLITANO: Dico!! C’è qualcuno che voglia darmi una mano, c…..?!

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